Abbiamo assistito ad un'altra trasmissione sul caso di Erba. Questa volta si trattava di Porta a Porta. Anche questa trasmissione divora i casi di omicidi efferati come fossero patatine da sgranocchiare e spesso tratta gli stessi casi dell'altra trasmissione delle reti concorrenti, Matrix. Anche Porta a Porta ha i suoi ospiti esperti in stragi, di qua come ospiti fissi in questi casi ci sono Paolo Crepet e Simonetta Matone, giudice o qualcosa del genere, di là c'è l'immancabile Palombelli.
Assistendo alle discussioni di queste tristi figure che non fanno altro che parlarsi addosso mi viene tristezza. E' una gara a chi tira fuori le cose più ovvie, sulla pelle, e diciamo pure, sul culo dei poveretti che già affrontano processi nei tribunali. Tutti appiattiti sulla "verità" che è stata scelta nel processo di primo grado. E questi sarebbero psicologi e giudici seri, dicono. Mi vergogno di appartenere ad un'umanità così fatta.
L'ennesima fiera dell'ovvietà.
Giorni fa avevo già parlato dei miei dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo.
Questa sera è venuto fuori che il padre di Azouz, intervistato, ha smentito di essere mai stato contattato da alcuno che volesse il numero di telefono del figlio per riverargli chi sono i veri autori della strage.
Io già mi ero chiesto perchè mai, a giochi fatti, a udienze terminate e con la sentenza ormai nell'aria, Azouz abbia voluto essere ascoltato per manifestare in un modo o nell'altro i suoi dubbi sulla colpevolezza dei due "mostri" a portata di mano, primi ed unici ad essere sospettati ed incriminati. Questa smentita del padre mi offre altri spunti per pensare che Azouz sappia qualcosa che non ha ancora voluto dire.
Oltre tutto si è vista la registrazione di quando prima Olindo e poi Rosa hanno spiegato di come gli inquirenti fossero riusciti ad avere la loro confessione. E la tecnica non mi pare così assurda come appariva alla Matone lì in trasmissione.
Loro raccontano che gli avevano messo davanti due strade: la prima quella di chiudere il proprio coniuge dentro un furgone e di non vederlo mai più, la seconda, se avessero confessato il delitto, quella di godere di tutte le attenuanti e di lì a pochi anni uscire di galera. Alle strette, hanno scelto la strada per loro meno crudele: quella di "confessare". E la "confessione" si era rivelata davvero semplice in quanto hanno detto tutto ciò che avevano letto nei giornali e visto nei Tg. Tra l'altro alla fine della trasmissione è stato ascoltato telefonicamente l'avvocato dei coniugi Romano, Enzo Pacia, che ha giurato sul suo onore che la dichiarazioni di Olindo verso la famiglia Castagna, di dolore per quanto accaduto, non erano state concordate come strategie processuale, ma sono state spontanee.
L'ho già detto, non so se i due poveretti siano colpevoli o innocenti, ma da questa brutta storia qualcosa deve ancora venire fuori.. e non certo grazie agli "esperti" diplomati o improvvisati che partecipano alle trasmissioni televisive.
Una nota positiva in tutto questo: l'atteggiamento ammirevole della famiglia Castagna.
Le Barricate
Inserito il Martedì, 02 dicembre @ 02:38:42 CET di LeBarricate